Works

Mattia Barbieri
Pitture domestiche
Apr 10 - May, 2013 

Federico Luger è lieto di presentare Pitture domestiche, un progetto espositivo che realizza in collaborazione con Trieste Contemporanea e lo Studio Tommaseo di Trieste. Si tratta infatti di una co-produzione che espone un numero di opere del giovane esordiente bresciano appartenenti alla medesima serie, a cui Mattia Barbieri ha lavorato nell'ultimo anno. Pitture domestiche a Milano si svolgerà dal 10 aprile al 16 maggio ed è la prima mostra personale di Mattia Barbieri presso la nuova sede della galleria Luger. La seconda mostra, a Trieste, aprirà allo Studio Tommaseo il 25 maggio e si potrà visitare fino al 20 luglio. A corredo delle due esposizioni, verrà edito da Trieste Contemporanea un volumetto di approfondimento critico che conterrà un testo dedicato, come è intenzione di questa collana di piccole monografie, a un’opera/concetto o a una serie omogenea di opere/concetto, come, appunto, le Pitture Domestiche. 

Il lavoro di Mattia Barbieri è prima di tutto un commento profondo sulla pratica pittorica stessa, pittura sulla pittura, come spiega l'artista. Barbieri ha costituito durante gli anni un archivio personale di immagini raccolte in cinque cartelle o "volumi", da cui estrapola ogni volta il materiale necessario alla creazione di un nuovo quadro. Questi soggetti provengono sia dall’iconografia della pittura antica, come ad esempio San Girolamo nello studio, che da giornali e riviste, ovvero tracce contemporanee della cultura di massa. 

L'artista lavora sovrapponendo le immagini scelte in diversi strati di pittura che vengono poi consumati con la levigatrice in un gesto energico e semi distruttivo che rende fruibile solo una parte del  lavoro svolto. 
Nella composizione convivono una o più raffigurazioni, dipinti dentro il dipinto, che richiamano (in maniera ingannevole) l'idea di collage, quasi a evocare il principio del trompe-l'oeil, dove tutto, incluse le ‘fotografie’ e i ‘nastri adesivi’ che sembrano attaccarle al fondo, è Pittura. 
La totalità dei segni pittorici, iconografici, fotografici entrano in un gioco reciproco senza che ci sia tra essi un rapporto di senso necessario.

Contemporaneamente gli oggetti-scultura presenti in mostra, fungono per l'artista da ‘strumenti di pittura’ ed agiscono come catalizzatori di idee e intuizioni che si animano all’interno del quadro. Lo stretto rapporto tra oggetti e dipinti, infatti, si percepisce immediatamente, completando senza dubbio la possibilità di seguire il percorso creativo all'interno della mostra.