Il progetto che Yellow propone per i10 | Spazi Indipendenti, consiste nell’interpretazione del concetto di Release come una sorta di aggiornamento condiviso. Nello specifico, Yellow intende azzardare una dinamica procedura che possa “rilasciare” una nuova versione della storia della pittura, da sempre oggetto di studio dello spazio, offrendo una diversa prospettiva, attraverso la ricerca, l’approfondimento, l’interpretazione e l’aggiornamento dell’opera di alcuni artisti “cosiddetti minori” del passato, rimasti per diverse ragioni marginali. In questo senso, il fulcro dell’intervento ruota attorno alla pratica del d’après. Il d’après si definisce come una rielaborazione esplicita, fatta da un artista, di un’opera d’arte altrui: inizia come un omaggio più o meno fedele, ma può diventare l’occasione per mettere alla prova il proprio stile, sull’innesco di quello altrui. Per esempio, quando Picasso ridipinge Les Femmes d’Alger di Delacroix o Las Meninas di Velázquez, sovrappone sé stesso ai maestri del passato, lo fa in modo evidente e invasivo: le immagini vengono disintegrate e ricomposte attraverso il filtro della sua personalità creativa. Il d’après presuppone dei riferimenti intenzionali ed espliciti a un’altra opera, ma non mette in dubbio l’originalità autoriale che, anzi, si rafforza nel confronto: ne risulta un’opera originale e autonoma, un atto creativo ed espressivo, e quindi unico. Nella storia dell’arte del Novecento, i d’après diventano un vero e proprio genere. Prima delle avanguardie, la copia del lavoro di un altro artista era al solo scopo di studio e ricerca, mentre oggi è una citazione colta e originale che lega, attraverso un dialogo visivo, due artisti di generazioni diverse: un momento di connessione tra flussi di dati diversi che si incrociano, si riconoscono e danno vita a un’immagine nuova. Anche il tempo (“d’après” significa anche “dopo”, avverbio di tempo) diventa un “presente liquido” e si fonde in un’unica realtà. È su queste premesse che Yellow presenta un progetto collaborativo a più mani, coinvolgendo le opere di un numero imprecisato di pittori contemporanei, chiamati a proporre liberamente la rivisitazione di un dipinto di un autore minore che abbia vissuto e lavorato in Italia nel passato, ma senza alcun limite di periodo storico o di genere. Ogni pittore coinvolto realizzerà un d’après cartaceo originale, di formato A3 con tecnica libera, che verrà esposto e proposto in vendita ad Art Verona, e che, documentato, costituirà un piccolo tassello di una pubblicazione successiva. Essa raccoglierà il numero imprecisato di riproduzioni delle nuove versioni, o aggiornamenti, delle opere degli artisti minori insieme, possibilmente agli originali e/o alle biografie dei loro autori, andando a costituire il compendio di questa rilettura della Storia dell’Arte.

Artisti che partecipano al progetto:
Paola Angelini, Alessia Armeni, Luca Bertolo, Cesare Biratoni, Marco Bongiorni, Maurizio Bongiovanni, Thomas Braida, Andrea Carpita, Linda Carrara, Jacopo Casadei, Sabrina Casadei, Manuele Cerutti, Rudi Cremonini, Marta Dal Sasso, Luca De Angelis, Francesco De Grandi, Lorenzo Di Lucido, Gianluca Di Pasquale, Matteo Fato, Alessandro Fogo, Cristiano Focacci Menchini, Andrea Grotto, Agnese Guido, Debora Hirsch, Michael Lawton, Francesco Maluta, Marta Mancini, Luigi Massari, Beatrice Meoni, Aryan Ozmaei, Vera Portatadino, Luigi Presicce, Giuliana Rosso, Marco Salvetti, Alessandro Scarabello, Davide Serpetti, Enrico Tealdi, Michele Tocca, Marco Useli, Lucia Veronesi, Serena Vestrucci.

IL SOL, CHE LE MIE NOTTI AGGIORNA
Art Verona 2019 i10 Spazi Indipendenti_realtà italiane no profit
11 – 12. 10. 2019
Padiglione 12 sezione i10 Spazi Indipendenti stand 8